Il tema dell'Edizione 2018: La montagna è un rifugio!

Molto spesso le montagne vengono riconosciute come rifugio dove trovare momenti di vita alternativi alla città, un luogo dove vivere, magari per pochi giorni, in modo separato e discontinuo rispetto alla quotidianità.

Lo stesso rifugio, inteso come edificio alpino, nell’immaginario urbano spesso rappresenta un’isola incontaminata fuori dalla contemporaneità, un luogo dove vivere momenti sereni e lontani dalla vita di tutti i giorni. 

In realtà la montagna, le Alpi, sono un grande laboratorio, spesso un luogo in fermento, ricco di complesse interazioni e spesso in conflitto con le contraddizioni del vissuto urbano e dei suoi riflessi sulle comunità locali, riflessi subiti (cambiamenti climatici?) o blanditi e assecondati (circo bianco!). 

La montagna, comunque vista e vissuta, rimane un rifugio: un luogo “diverso” che non è una mera presa di distanza elettiva dal mondo, ma un esempio e una dimostrazione che si può vivere, studiare, lavorare e pensare in uno stile alpino, per molti aspetti forse migliore di tanti altri stili di vita.

 

LA MONTAGNA è UN RIFUGIO

 

Io vorrei che i giovani si sentissero eroici, andando in montagna. 

   Lassù troveranno ampie riserve di poesia, di entusiasmo e di adrenalina. 

Vogliono il rischio?  

Ne avranno a iosa, avranno pane per i loro denti. 

 Scopriranno che un’infinità di cose non dipendono da noi e che bisogna  

tenerne conto: il passo falso su un sentiero, 

la tempesta che si addensa lontani da un riparo,  

il freddo che scende al calar del sole.  

Capiranno che certi luoghi calmano le ansie, aiutano a distillare i pensieri,  

che nulla si conquista definitivamente senza sforzo.  

  Impareranno la fatica, il silenzio, la fertilità della solitudine.  

E anche l’amicizia e l’aiuto reciproco.  

Carlo  Grande  - “Terre  alte”